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Nicola Manzan + Blak Saagan @Villa Albrizzi Marini

Novembre 4 @ 21:00 - Novembre 5 @ 00:00

Ingresso con Tessera Acsi
Biglietto: 5 euro

NICOLA MANZAN

https://nicolamanzan.bandcamp.com/album/nikolaj-kulikov

https://nicolamanzan.com/

https://www.instagram.com/nicolamanzan/

Nicola Manzan presenta “Nikolaj Kulikov” il suo secondo album, uscito 6 maggio 2022 per Overdrive e
Dischi Bervisti.
Il disco è ispirato all’avventura di Nikolaj Kulikov, un militare russo che durante gli anni Settanta era stato uno dei prescelti dall’Armata Rossa per intraprendere un percorso di addestramento tra terra
e spazio volto a creare un sistema di difesa simile a quello che negli Stati Uniti
, nel decennio successivo, avrebbe preso il nome di “scudo spaziale”. L’opera è suddivisa in tre volumi, ognuno dei quali è contenuto in una specifica cassetta.
I brani sono stati composti e registrati utilizzando sintetizzatori, organi elettrici, batterie elettroniche,
nastri e vinili d’epoca.

BIO

Nato a Treviso nel 1976, Nicola Manzan consegue il diploma in violino nel 1997
, strumento che lo porta a suonare con svariate orchestre e quartetti di stampo prettamente classico.
Dal 1995 inizia un percorso parallelo nella musica leggera, ricoprendo il ruolo di chitarrista e violinista all’interno di alcune rock band locali.
Nel 2000 si trasferisce a Bologna, dove inizia a collaborare con varie etichette discografiche indipendenti e studi di registrazione che lo coinvolgono come musicista nella realizzazione di brani
di vari artisti. Durante questa esperienza decide di specializzarsi come arrangiatore di archi e come polistrumentista suonando in studio e dal vivo non solo violino, viola e chitarra, ma anche
tastiere e fisarmonica.
Da allora collabora in studio e dal vivo con band e artisti nazionali ed internazionali tra cui Baustelle, Ligabue, Lo Stato Sociale, Il Teatro Degli Orrori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Fast Animals
and Slow Kids e Torso Virile Colossale.
Ha scritto e registrato colonne sonore per cortometraggi e lungometraggi, ha svolto il ruolo di tutor all’interno della rassegna “Soundtracks” ed è uno dei valutatori del progetto “Sonda”, entrambi
organizzati dal Centro Musica di Modena.

Nel 2005 ha fondato il suo personale progetto di musica sperimentale denominato BOLOGNA VIOLENTA con cui si è esibito in centinaia di concerti in Italia ed Europa, sia come solista che in
duo. Sotto questo pseudonimo ha pubblicato sei album, cinque Ep e svariati singoli, remix e progetti tra l’harsh noise, l’hardcore e la musica contemporanea.
BOLOGNA VIOLENTA è stato materia d’esame nel corso di Arte Digitale all’Accademia di Belle Arti di Venezia e presso la stessa sede è stato anche presentato il progetto “The Sound of…”, in cui i pezzi di quaranta discografie diverse vengono fatti suonare simultaneamente.
Nel documentario “Uno Bianca – Mirare allo Stato” (girato dagli studenti del Liceo Laura Bassi di Bologna, sotto la supervisione della regista Enza Negroni e con il patrocinio di Rai Teche) la
colonna sonora è composta da brani tratti dai dischi pubblicati tra il 2010 e il 2016.
Nel 2021 esce il primo disco a suo nome intitolato “La Città Del Disordine – Storie di vita dal manicomio San Lazzaro” con il patrocinio del Museo di storia della Psichiatria di Reggio Emilia.
Nel 2022 esce il suo secondo disco intitolato “Nikloaj Kulikov”, una sorta di viaggio cosmico raccontato attraverso la figura di un militare russo operativo negli anni Settanta.

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BLAK SAAGAN

https://www.facebook.com/blaksaagan

https://mapledeathrecords.bandcamp.com/album/se-ci-fosse-la-luce-sarebbe-bellissimo

Con base ai margini della laguna veneziana, Samuele Gottardello (in arte Blak Saagan), realizza da anni la propria
library music unendo la tradizione delle colonne sonore psichedeliche italiane degli anni 60/70 con la musica elettronica, ambient e drone, sviluppando paesaggi kosmische kraut e post-punk industriali.

Mentre il suo primo disco A Personal Voyage esplorava lo spazio, influenzato dal lavoro del cosmologo Carl Sagan, Blak Saagan, con il suo ultimo concept album, Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo, porta gli ascoltatori in una direzione completamente diversa. Li prende per mano e li porta a ri-vivere una delle pagine più tristi e oscure della storia italiana: il rapimento di Aldo Moro da parte dei terroristi delle Brigate
Rosse, nel 1978. Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo è uno storytelling in tredici capitoli-canzoni, un viaggio tra echi di Brian Eno, Ennio Morricone, John Carpenter, Kosmische Kraut, Egisto Macchi, Daniela Casa, Goblin e Library Music. L’anno degli accadimenti narrati nel doppio album di Blak Saagan è il 1978, una sorta di anno spartiacque, in cui si trovavano a convivere musica psichedelica, elettronica e post-punk, elementi principali di Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo.

Nella sua opera Blak Saagan mescola fatti accertati con verità presunte, istantanee ancora secretate di una tragica vicenda e
fatti di cronaca acclarati. L’album non ha la pretesa di essere la cronistoria di un avvenimento mai del tutto chiarito, ma è una personale visione del dramma di Aldo Moro narrata seguendo un percorso che va sempre più in profondità, con momenti di tensione, momenti di suspense, passaggi sognanti che offuscano la realtà e rulli di tamburi che echeggiano l’iper-realtà.

Registrato nel corso di due anni utilizzando un organo Farfisa Vip 205, drum machine Roland TR-606 e 505, un sintetizzatore Siel Orchestra, un Moog Model D e vari effetti analogici, i
quattro lati del doppio LP sono il più densi possibile.
Commoventi fin dall’iniziale loop di immagini che suscita la kraftwerkiana “Convergenze Parallele”, seguiti dal
sintetizzatore a sangue freddo di “Scuola Hyperion” e “Achtung Achtung”, che risuonano, rispettivamente, di percussioni post punk e di malinconiche atmosfere euro-pop.
“L’uomo Incapucciato” esalta il dramma della vicenda, rieccheggiando la colonna sonora dei Goblin per L’Alba dei
Morti Viventi, mentre “Ore 9: Attacco al Cuore dello Stato” è un brano in puro stile colonna sonora di film poliziottesco, con gong, percussioni ed elementi orchestrali che raggiungono vette di suspense morriconiana.
In “E Lo Spettro Disse: Gradoli” flauti celestiali si intrecciano e portano avanti l’estatica eredità terrestre dei maestri italiani Alessandro Alessandroni, Egisto Macchi e Piero Umiliani.

Nei brani “Dentro la Prigione del Popolo” e ”La Firma Del Legionario” si trovano decisamente richiami a John Carpenter e
a quell’incrocio che, nell’anno spartiacque 1978, si concretizzò
tra musica post-punk, letteratura fantascientifica, new wave e minimalismo.
L’album si conclude con la maestosa title-track di 8 minuti, Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo, che si eleva a momento di catarsi, dipingendo un mondo libero da ogni costrizione
ritmica dove il mistico danza con l’ignoto e dove la luce ha finalmente il permesso di invadere e permeare la realtà.

[…] Una volta entrati nell’universo sonoro dell’artista l’orizzonte si allarga. Se Ci Fosse La Luce Sarebbe Bellissimo alterna
tellurici e inesorabili macigni […] a momenti più evocativi e
contemplativi. Su tutto spicca la capacità di lasciar percolare, anche nei momenti all’apparenza più pacificati, ombre di
tragedia imminente e inquietudine.
Disco italiano del mese, Rumore, Alessandro B. Averame,
Giugno 2021

https://www.facebook.com/events/532959768560329/

Dettagli

Inizio:
Novembre 4 @ 21:00
Fine:
Novembre 5 @ 00:00
Sito web:
https://www.facebook.com/events/532959768560329/

Luogo

Villa Albrizzi Marini
Villa Albrizzi Marini + Google Maps