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MASCHERAMENTO URBANO / Seminario
MASCHERAMENTO URBANO
a cura di Sarah Sartori
Storia delle azioni performative
Il seminario condurrà i partecipanti alla scoperta del Mascheramento urbano, un’azione performativa collettiva nata dalla visione artistica e politica di Donato Sartori e del Centro Maschere e Strutture Gestuali.
l’evento è realizzato con il sostegno del PR Veneto FSE+ 2021-2027, della Regione del Veneto, per cui la partecipazione è gratuita.
Iscriviti al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScJeuxCJAvvS8-Pad3pOA2Vtb8pS6a9mHVdzx6D9ZkW7JDyFg/viewform
Donato Sartori e il Centro Maschere e Strutture Gestuali si pongono storicamente in quest’area, utilizzando schemi pluridisciplinari di ricerca, spaziando dall’uso delle forme, e quindi sculture di grandi dimensioni, all’utilizzazione di mezzi e strumenti messi a disposizione dalla moderna tecnologia (fonti di visualizzazione e sonorizzazione elettronica, laser, computer,… ). Ricorrendo ad un principio di modificazione dell’ambiente urbano, conosciuto già da tempi remoti in molte civiltà, il Sartori interviene, dopo un’attenta analisi dell’ambiente, con un progetto di installazione urbana consono alle istanze socio-culturali della zona prescelta. Modificazione, questa, che crea un momento di effimera magia architettonica e predispone il pubblico ad una tensione partecipativa.
“Mascherare”, dunque, una situazione urbana, una strada, un castello, una piazza, fino a stravolgere completamente la dimensione e l’apparenza primitiva creando una sorta di collegamento-riempimento dello spazio aereo per svelarne un suggestivo fascino metafisico. L’arredo urbano così predisposto diverrà contenitore ideale di gesti e provocazioni di creatività che terranno conto di un pubblico non passivo, invitandolo all’azione lucida, una sorta di grande gioco partecipativo, con i ritmi suggeriti. Suono e giochi di luce, comportamento e danza, verranno elargiti in modi e metodi talvolta suggeriti dall’ improvvisazione, creando un’interazione tra artista e pubblico-massa così da condurlo quale parte attiva a “consumare” l’opera d’arte di storica memoria, che in questo caso diviene “media” di comunicazione, grazie al suo potere di catalizzare la partecipazione.